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Omegna Epicentro Creativo

Aggiornamento: 2 feb


Omegna si caratterizza per molteplici eccellenze creative note ben oltre la nostra Città: dalla cultura Rodariana ai prodotti di Alessi, Bialetti e Lagostina, dalla tradizione ludica e del giocattolo ad alcune espressioni di creatività sociale come la Pro Senectute degli anni ottanta.


Sono eccellenze figlie di un specificità del nostro territorio e delle nostre genti, che va messa al centro di un progetto unico e omogeno, capace di potenziare quanto già fatto, di portare a termine le idee non compiute e di costruire nuovi sviluppi, territorialmente aperto al coinvolgimento delle aree limitrofi.


C’è un’unica “mater creativa” con molte manifestazioni, non in competizione, ma in sinergia fra loro, che va prima di tutto fatta oggetto di un approfondimento culturale di tipo universitario, capacere di scrivere “il libro primo” di questa cultura e non di un progetto di una società di marketing di mera gestione di suggestioni sparse.


Amministrazione Comunale, Fondazione PARCO, altri enti culturali, associazioni, imprese e cittadini interessati del territorio, tutti insieme allo stesso tavolo di lavoro sulla creatività, per dare forza a un progetto il più ambizioso possibile.

Solo così non avremo mille piccoli rivoli, ma un unico potente brand della creatività capace di essere, prima di tutto, elemento di identità e unità della nostra Comunità e poi, economicamente, di attrarre maggior risorse da bandi e fondazioni per essere, dal punto di vista turistico, la narrazione che ci distingue da ogni altra area e, più in generale, un brand di marketing territoriale anche industriale.


In particolare, da quest’ultimo punto di vista, la cultura della creatività vogliamo possa anche fungere da acceleratore per iniziative, esistenti o da attivare, di incubazione di nuove imprese START UP, orientate all’imprenditoria giovanile.


Omegna Riparte


Riparte, 
Omegna Riparte 
dalla storia della nostra Creatività,
bandiera e collante di una Comunità,
che scriveremo a cento mani,
unica e non dispersa in rivoli, 
lungo quel percorso 
de “la Nigùia (che) la va ‘n sü 
e la lég’ la fuma nü.

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