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La Mappa del Disuso

Dismesse, abbandonate, trascurate; molto spesso vediamo parti del nostro territorio che non godono più dello splendore di un tempo.
Questi brani di città e territorio, tuttavia, non devono essere visti come un peso che incombe sui nostri spazi urbani, ma piuttosto come una risorsa di rinascita e rinnovamento.

Quello che la pianificazione urbanistica e le trasformazioni sociali ed economiche hanno prodotto nei decenni passati, sono semplicemente lo specchio di una società che cambia e si trasforma; insieme ad essa il patrimonio edilizio esistente subisce un freno alla sua originaria funzione, venendo a mancare la rispondenza alle nostre necessità e perdendo di attrattività, anche economica, al suo utilizzo.


Come fare, allora, a non perdere questo capitale urbano e sociale?


La risposta non è semplice, è un problema che affligge la maggior parte delle città moderne; tuttavia esistono metodi di recupero e valorizzazione di spazi che hanno perso la loro attrattività; primo fra tutti la pianificazione strategica.


Questo approccio urbanistico parte dal concetto di lavorare insieme a privati, enti, attività e tutte le parti sociali interessate, per la formazione di criteri di interventi su queste parti di tessuto urbano in sofferenza.


Partire dall’ascolto condiviso tra persone e amministratori per creare una Mappa del disuso, che sia il punto di partenza per trasformare certi “monumenti all’inutilità” in nuovi brani di territorio, attivi e funzionali per proprietari e per la città, facendoli dialogare con essa riqualificandone il suo valore urbano e sociale.


Omegna Riparte

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